mercoledì 29 luglio 2015

Cattolica, la piada e la "plin plin"

Sono così innamorato di Cattolica che alla domanda: "divertito o riposato?", quando la seconda risposta sottintende che ci si è tremendamente rotti le palle, io non ho dubbi, rispondo sempre divertito. Ma è la verità. Anche se ho fatto due giorni, un giorno o mezz'ora.
A volte si dice che non è il luogo ma la compagnia, ma provate voi ad andare con la vostra famiglia o i vostri migliori amici o con il vostro fidanzato in un posto di merda e concorderete con me che il quadro è importante, certo, ma senza cornice, non è la stessa cosa.
Oggi vi parlo della spiaggia di Cattolica. 

Scordatevi topless di trentenni supergnocche perizomate (per questo genere di "attrazioni" dovete salire fino a Riccione). La spiaggia a Cattolica è la vera family beach, in cui trovi tutta la vera famiglia italiana. Dal lunedì al venerdì, a luglio vanno per la maggiore i nonni ma anche un sacco di giovani madri, marginalmente interessate a quanta sabbia mangino i propri figli, perché alla ricerca della perfetta abbronzatura, per far rosicare i colleghi rimasti in ufficio.
Figli e nipoti, accompagnati o abbandonati, intanto sguazzano tra mare e piscina o scavano buchi che, a volte neanche un mini-escavatore riuscirebbe a far di meglio.
Il panorama degli under è vario e variopinto. A partire da qualche vero neonato, che la mamma (deficiente) ancora "flaccida in pancia", nonostante i 59 gradi all'ombra, non ha resistito a non portare a Cattolica per mostrarlo alle signore dell'ombrellone a fianco, ma per poi starsene in spiaggia solo dalle sette alle otto del mattino e per il resto chiusa in casa con il ventilatore acceso!!
Proseguendo per macro categorie di bambini, tra i 2 e i 10 anni c'è di tutto. Dagli "ingegneri civili" citati prima, intenti a cercare il petrolio o a costruire castelli con impianti di irrigazione che neanche i romani c'avevano mai pensato, a veri capitani di vascello alla guida di canotti a motore, oltre al solito coccodrillo gonfiabile, senza parlare del delfino, quello grande con i maniglioni laterali... che ancora devo capire come cazzo ci si sale sopra!!!


Dulcis in fundo, il tipico gruppo di giovani adolescenti, in piena tempesta ormonale, allergici al bagno in mare, che fa un po' sfigato, e perennemente parcheggiati su, tra il tavolo da ping- pong e il palco dell'animazione. Tra questi c'è sempre quello bello, due o tre normali, tra cui uno certamente con l'apparecchio ai denti, gli immancabili fratelli di colore e quelo grassottello. Sul fronte femminile, ovviamente c'è quella bellissima, quella già più sviluppata delle altre, un paio di normali, tra cui una con l'apparechhio ai denti e quella grassottella. Tutti sono sempre rigorosamente in costume, gli uomini già con Boxer largo, anche per evitare improvvisi momenti di "spiccata sensibilità" e le ragazzine, tutte con i costumi della Canalis o della Melissa Satta. 

Per la legge dei grandi numeri, quasi sempre, una di queste giovani donne, che, vista l'età, non ha ancora dimestichezza con i prodotti "Nuvenia" o simili, è in "quei giorni lì", per cui mi opta per il costume sopra e i pantaloncini sotto.
Tra il venerdì pomeriggio ed il sabato mattina, la Sacra famiglia finalmente si ricompone, e la spiaggia si popola di papà.
L'arrivo del papà, a volte, coincide con la partenza dei nonni, o perchè sufficientemente esausti dalla settimana di lavoro, o più semplicemente perchè l'appartamento non li conterrebbe più. 
In ogni caso la partenza della nonna rende felici i piadinari ed i ristoratori, perchè, "amore, non ti faccio cucinare, tra due giorni poi dobbiamo ritornare a casa, non stiamo neanche più a sporcar pentole":
La vita in spiaggia, quindi si allunga e si anima non di poco. I castelli diventano a due piani, dal momento che spesso il papà, al suo arrivo, porta in dote, un escavatore nuovo, o una paletta professionale, i canotti diventano piccoli yacht, ed i bagni tra mare e piscina riempiono tutto il resto del tempo, tanto che le mani dei papà lentamente si trasformano in pinne squamate a righe.
Il bello dela spiaggia è che è uguale per tutti. La sabbia è uguale per tutti, i castelli, i buchi, i bagni in mare sono uguali per tutti e rendono tutti uguali. Il semplice slippino, che non fa altro che evidenziare imbarazzanti pance, pancette e pancione, è bastardo, ma non è classista, per cui in spiaggia si vive in simbiosi, tra perfetti sconcosciuti, che potrebbero essere astronauti o semplici piloti di aerei da guerra, o semplici venditori di piattaforme.
Ma per tutti arriva il momento in cui, con atteggiamento da improvvisa necessità di fare un po' di sport, dicono al proprio figlio, con cui stanno giocando a riva: "amore, tu continua a scavare, io faccio una nuotata fino alla boa e ritorno". 
Dovete sapere che la boa a Cattolica è al limite della scogliera, a circa 30 metri dalla spiaggia, ma l'acqua arriva sempre appena sopra al ginocchio, e a stile libero è facile che gratti con le mani il fondo, per cui delle gran nuotate non è che se ne posso fare...fino alla boa, ma loro...non curanti...fanno comunque quelle tre o quattro bracciate, giusto per allontanarsi, si fermano, come per riposarsi un attimo dalla grande prestazione, si inginocchiano, restando così a bagno fin sopra il sedere, salutano il bimbo, innocente, rimasto a riva a giocare, e felici scrutano l'orizzonte.
Ci sono alcuni momenti in cui vicino alla boa, trovi un sacco di papà, in fila, tutti con la stessa faccia felice, tutti finti affaticati dalle tre bracciate che hanno fatto per arrivare, tutti che scrutano l'orizzonte.... ma cosa faranno mai?

meparetotti

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